Carlo Olmo: Architettura e Storia, paradigmi della discontinuità

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Carlo Olmo è uno dei più autorevoli studiosi italiani di storia dell’architettura e dell’urbanistica; già preside della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, ha insegnato all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e al MIT di Boston. Direttore del Dizionario dell’architettura del XX secolo e de «Il Giornale dell’Architettura», è attualmente Professore Ordinario di Storia dell’architettura presso il Politecnico di Torino.

 Autore: Carlo Olmo

 Titolo: Architettura e Storia, paradigmi della discontinuità

 Editore: Donzelli

 Anno: 2013

Un saggio ricco, denso e asistematico che affronta percorsi differenti dalle altre storie dell’architettura dall’impostazione per lo più formalistica in cui la storia è ridotta a sfondo. Attraverso il suo libro Carlo Olmo tenta di evidenziare come troppo spesso diamo per scontati concetti, termini e categorie che dovrebbero essere verificati continuamente in quanto prodotti storici di argomentazioni, credenze e valori propri di un’epoca.

Una delle sue tesi è che la crisi di legittimità che la storia dell’architettura contemporanea attraversa oggi nasce dalla disinvoltura con cui spesso gli storici usano le parole: se questi si fanno sempre più simili ad esperti di memorie, non si creano altro che «…specialismi che competono nella costruzione dell’opinione pubblica grazie proprio alla distanza dall’opera, emarginando quelle argomentazioni che dovrebbero misurarsi con essa…».

L’autore propone inoltre numerosi esempi di come l’architettura sia oggetto di mediazioni e di come il suo valore sia spesso terreno di scontro, poiché si fa portatrice di testimonianze che ne generano altre; l’uso disattento e riduttivo di queste, può falsare la stessa costruzione dell’opera e le sue ragioni, indebolendo anche l’autorità dello storico che impone un frammento carico di valenza simboliche: così facendo infatti, questi si ritira in un mondo raffinato, ma autoreferenziale, dando vita ad una interpretazione formalista.

Il colto professore torinese sceglie l’inquietudine teorica per rompere i presunti paradigmi della continuità, intersecando diritto, economia, storiografia, letteratura e la stessa architettura, portando il lettore in viaggio fra i passages parigini, piuttosto che attraverso la Mezquita di Cordoba, in cui si stratificano tracce di culture diverse, o ancora Berlino, Lisbona, Torino toccando anche il 150esimo dell’unità d’Italia e l’11 settembre; frattanto ci esorta a non farci ingannare dalle apparenze, criticando la mistificazione, attraverso capitoli intrisi di suspense. Olmo evoca esempi antichi e li sviscera smascherando con coraggio luoghi comuni troppo diffusi, come l’equazione città-democrazia consolidatasi a partire dalle leggendarie fondazioni delle colonie dell’antica Grecia: persi di vista i processi sociali, è sancita ancora una volta la distanza tra storia delle idee e conoscenza dello spazio e della sua costruzione materiale.

Un libro che richiede una lettura paziente ed approfondita ma che premierà il lettore con contenuti di prim’ordine ed una dettagliatissima bibliografia per l’approfondimento, a nostro avviso indispensabile.

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