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Teatro SCANNASURICE-Imma-Villa02
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Carlo Cerciello | Scannasurice

Dall’8 al 19 marzo al Piccolo Eliseo è andato in scena il capolavoro di Enzo Moscato Scannasurice diretto da Carlo Cerciello e interpretato da una grande Imma Villa in un sodalizio artistico che nel suo esito dimostra la sua ragion d’essere e che, non a torto, si è guadagnato il Premio della Critica nel 2015 come Migliore Spettacolo.

Teatro gli amici del rospo
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Antonella De Angelis | Gli amici del rospo

La resa scenica non è all’altezza delle istanze portate. Gli attori, per quanto capaci di rendere la tensione emotiva della situazione, sono inseriti in un disegno scenico didascalico, approssimativo e non in grado di rendere in azione l’alta temperatura del testo.

Teatro eternamente grata 1
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Jacopo Neri | Eternamente Grata

Segno caratteristico di Jacopo Neri sembra essere la ripetizione, intesa in questo caso come una sorta di storpiatura dell’ esercizio matematico sulla proprietà commutativa dell’addizione “cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia”. Il regista invece cambia l’ordine degli addendi proprio per cambiare il risultato e far procedere lo sviluppo drammaturgico.

Teatro Faust
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Anna Peschke | Faust

La cultura teatrale tedesca incontra le tradizioni orientali dell’Opera di Pechino al Teatro Argentina

Teatro la telefonata
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Compagnia Lafabbrica | La telefonata

La protagonista, che è vestita in modo scialbo al limite del ridicolo, sommerge lo spettatore con un flusso di coscienza a tratti delirante e a tratti amaro, che ha per tema l’ innamoramento per un’altra donna: una dottoressa, che è diventata l’oggetto dei desideri dell’immaginario contorto e rinunciatario della protagonista. Una dottoressa che la donna ha conosciuto dopo essersi fratturata una spalla e che pur avendola incontrata una sola volta, riempie la sua mente in maniera totale.

Teatro DIGERSELTZ di Elvira Frosini - foto Gianfranco Coggiola 2
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Frosini | Digerseltz

Il benessere è assente all’interno di un presente feroce e cannibale, consumato e mangiato. Grazie ad un testo d’impatto e geniale, Elvira Frosini ci racconta l’horror vacui della nostra esistenza.

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