A. Corbijn | Life

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lifeLife, di A. Corbijn, UK 2015, 111′

Produzione See-Saw Films, First Generation Films 

Distribuzione BIM

@ dall’8 ottobre 2015 al cinema

 

Il dettaglio di una lampadina, la quale si accende poco alla volta di un colore rosso. È così che inizia Life di Anton Corbijn, storia di un’amicizia tra un caparbio fotoreporter Dennis Stock (Robert Pattinson), e uno svogliato attore James Dean (Dane DeHaan).

Il fotoreporter pensa che l’attore abbia qualcosa di speciale e vuole a tutti i costi fargli un servizio fotografico per la rivista “Life”, senza essere commissionato da nessuno. Crede fortemente nel suo obbiettivo, così tanto da mettere a rischio la sua vita privata e il suo stesso lavoro. L’attore, un po’ per indolenza un po’ per sfiducia, cerca in tutti i modi di evitarlo. Il suo scopo è solo quello di recitare in bei film.

E ora torniamo alla lampadina! Già, la lampadina rossa nella prima scena del film si trova all’interno di una camera oscura, quella in cui sta lavorando Dennis. Cinematograficamente parlando, la lampadina è il simbolo del lume della ragione, dell’idea, ma anche della forza necessaria per raggiungere un impervio obbiettivo. Quella lampadina fa fatica ad accendersi, così come Dennis. Il colore rosso di quella luce – rimando a quel giacchetto simbolo indossato da James Dean in Gioventù Bruciata – è il sangue, la vita, l’amore, ma anche il pericolo, la morte, la violenza. Life non è un biopic sulla vita di Dean, poiché si sofferma soltanto sull’ultimo anno della vita “bruciata” dell’attore , che morì a soli 24 anni in un incidente stradale.

È con Dennis Stock che ci identifichiamo, vivendo i suoi problemi, come ad esempio riuscire a convincere il suo capo che il servizio fotografico non è una perdita di tempo. James è il soggetto delle sue foto, il suo obbiettivo. O forse qualcosa di più di uno statico soggetto fotografico? James è pigro, dice sempre quel che pensa e non va agli appuntamenti prefissati dal capo della Warner. Insomma, come vedere una grande star in una persona del genere? Lo stesso Jimmy non comprende tutta questa insistenza per delle foto.

life

Per riuscire a capire veramente come trovare il modo giusto per fotografarlo, Dennis deve conoscere a fondo quel problematico ragazzo, un’esistenza colma di una grande tristezza interiore in grado di esplodere soltanto nella recitazione. In Life, il malessere viene fuori dai racconti di Dean. Mentre l’attore esprime attraverso il cinema i propri stati d’animo, il fotografo lo fa mediante le sue immagini al fine di trasmettere l’essenza dell’attore – celebre la foto di James con cappotto e sigaretta sotto la pioggia mentre cammina su un marciapiede di New York.

C’è uno sfogo liberatorio da parte di Dennis verso James – quest’ultimo mentre lo ascolta giocherella con un modellino d’auto, possibile riferimento all’incidente fatale che avrà. Non è solo Dennis a non capire questo strano ragazzo, lo stesso accade alla fidanzata di James (una Alessandra Mastronardi che non stona affatto a fianco di Pattinson e DeHaan). Solo vivendo a stretto contatto con lui, Dennis riuscirà a comprenderlo realmente.

James Dean era un ribelle compreso realmente solo dalla madre, morta quando egli aveva nove anni e probabilmente l’unica persona in grado di dargli forza e amore. «È stata mia mamma a insegnarmi tutto», questa frase è l’unico riferimento alla madre contenuto nel film. Probabilmente nel titolo del film, Life, è sottinteso anche questo aspetto.

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Autore

Lorenzo Cuozzo

Lorenzo Cuozzo, nato a Pescara nel 1993, ha da subito nutrito una grande voglia di scoprire quella magia dietro alla settima arte. Il suo primo film, visto ancora in fasce, a detta della madre è stato Miseria e Nobiltà del 1954! A 11 anni entra a far parte della scuola di teatro Artis che seguirà per 3 anni, per poi decidere di trasferirsi a Roma e studiare Regia alla Roma Film Accademy negli studi di Cinecittà. Oltre a scrivere per Nucleo Artzime, collabora con il sito Cinematographe.

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