Festival Equilibrio 2014: Kaori Ito | ASOBI Adult game

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Continua la decima edizione del Festival Equilibrio con Asobi Adult game, di Kaori Ito. Il lavoro sviluppa la ricerca dell’essere umano nelle diversità culturali che si declinano con lo strumento corpo.

ASOBI Adult game

Coreografia e regia: Kaori Ito
Ideato ed interpretato da: Csaba Varga, Jann Gallois, Kaori Ito, Laura Neysken, Pèter Juhàsz
Musiche: Guillaume Perret, Marybel Dessagnes
Musiche interpretate da: SPECTRA (Jan Vercruysse, Kris Deprey, Pieter Jansen, Bram Bossier, Francis Mourey, Luc Van Loo e Frank Van Eyken)
Produzione: Les ballets C de la B
Coproduzione: Muziekcentrum De Bijloke (Gent), SPECTRA, TorinoDanza, Thèatre National de Challiot (Paris), Theater im Pfalzbau (Ludwigshafen), La Rose des Vents (Villeneuve d’Ascq), Les Thèatres de la Ville de Luxembourg

Con il contributo di: Istituto Giapponese di Cultura in Roma

Vai al programma del Festival

Vai al sito di Kaori Ito 

 12 febbraio 2014, Auditorium Parco della Musica – Roma

 

 

Asobi Adult game è il titolo della creazione che Kaori Ito presenta a quest’edizione del festival di danza della capitale italiana.

Asobi è un termine direttamente collegato alla cultura giapponese, intrigante perché molto diversa dalla nostra. Indica i passatempi e le piccole ossessioni a cui un essere umano si dedica, oltre al lavoro, nella propria quotidianità. Come sottolinea il libretto di sala, il termine può prendere anche connotati erotici. È infatti questa la scelta chiave di Kaori e dei suoi interpreti nell’istintuale ricerca del gesto, della voce e del movimento.

Un grandissimo specchio antico come scenografia regna sul palcoscenico e accoglie gli spettatori in sala all’inizio del lavoro. Una suggestione che, da un lato proietta il minuscolo viso degli spettatori in sala Petrassi sul palco, dall’altro permette di elaborare un qualche legame tra il volto di chi assiste e ciò che sta accadendo in scena.

Gli interpreti sono padroni di un movimento che cresce energicamente. Cominciano infatti con un’esplorazione individuale dei loro corpi di fronte lo specchio, che esalta i loro movimenti minimali, corredati di un utilizzo vocale legato al gesto. La meccanica del corpo, durante lo svolgimento del lavoro, si complica: dall’individualismo si passa alla condivisione del mezzo corpo sulla frequenza della sessualità, della violenza e dell’istintualità. Si crea allora un altalenante gioco di alleanze, contrasti, lotte e azioni liberatorie tramite corpi seminudi che, quasi soltanto sul finale, mostrano una danza strutturata.

Una danza misurata nella sua presenza e ben gestita nel tipo di linguaggio che Kaori e compagni vogliono trasmettere, coerente con gli ingredienti celati dietro il concetto di Asobi.

Quello che si è visto è stato un dichiarato e chiaro studio sulla sessualità declinata in manie, problemi di genere e di socialità con l’altro, legato al mondo dell’antica e affascinante cultura giapponese.

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