Georg Baselitz | Gli Eroi

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Artista: Georg Basetitz

Curatori: Max Hollein con Daniela Lancioni

Luogo: Palazzo delle Esposizioni

4 marzo – 18 giugno 2017

Orari: domenica, martedì, mercoledì e giovedì dalle 10:00 alle 20:00

Venerdì e sabato dalle 10:00 alle 22:30 – lunedì chiuso

L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura

Biglietto: intero € 12,50; ridotto € 10,00; ragazzi dai 7 ai 18 anni € 6,00; bambini fino a 6 anni gratuito

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Il Palazzo delle Esposizioni presenta la mostra che riunisce, per la prima volta in Italia, un considerevole numero di opere dell’artista tedesco Georg Baselitz conosciuti con il nome di Eroi o Nuovi tipi. La mostra ideata da Max Hollein direttore dello Städel Museum di Francoforte e in collaborazione con il Moderna Museet di Stoccolma e il Museo Guggenheim Bilbao, raccoglie principalmente un gruppo di dipinti, disegni e xilografie realizzati tra il 1965 e il 1966.

L’artista, allora ventisettenne, era già reduce di uno scandalo per l’esposizione di un gruppo di quadri alla galleria Werner & Katz nel 1963. Fu uno dei primi scandali a travolgere la Germania dell’Ovest in piena ricostruzione postbellica. La Sassonia terra della sua infanzia era stata distrutta dalla guerra e l’artista trasferitosi nella Germania dell’Ovest nel 1957, dopo essere stato espulso dall’Accademia di Belle Arti di Berlino Est, si trova senza radici né stabilità.

Sono stato messo al mondo in un ordine distrutto, in un paesaggio distrutto, in un popolo distrutto, in una società distrutta. E non volevo introdurre un nuovo ordine. Avevo visto sin troppi cosiddetti ordini.

Su tale esperienza e su quella del manierismo (nel 1965 fu borsista presso Villa Romana a Firenze e conosce il volume sul Manierismo dello storico dell’arte Gustave René Hocke) l’artista realizza la serie di opere provocatorie, figure divise, scomode in quel contesto, in cui i concetti di Eroi e Tipi vengono messi in dubbio perdendo dignità e pudore.

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Georg Baselitz, “First Fracture Painting – The New Type (Painter in a Coat)”, 1966 (Foto Frank Oleski)

Avevo preso la decisione di non lavorare con i modelli. (…) A Ovest c’era l’astrattismo a Est il realismo. Tra uno e l’altro, ovviamente, esisteva una marea di cose. (…) Ho sempre trovato il Surrealismo affascinante perché trattava liberamente quello che vedevi e quello che potevi immaginare vedendo. Più o meno in quest’area si collocano le mie figure letterarie degli “Eroi” e dei “Nuovi tipi”.

I protagonisti delle sue opere sono individui “bloccati” (“Versperrte”) che campeggiano al centro di una composizione in cui sono disseminate macerie e detriti ed in cui la presenza di alberi, metafora di fierezza, forza e longevità nella cultura tedesca, hanno i rami recisi e sanguinanti.

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Georg Baselitz, “Forward Wind”, 1966 (Foto Frank Oleski)

Sono figure ingombranti, dai grandi corpi deformi e dalla testa piccola che barcollano, si chinano, afferrano oggetti tenendo gli occhi rivolti al cielo o alla terra. Se reggono una bandiera non sono portatori di nuove ideologie  e anche quando sembrano incedere non hanno meta e sono da soli. Sembrano quasi rappresentare un contraltare a La Liberté guidant le peuple (1830) di Eugène Delacroix o a Il Quarto Stato (1901) di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Hanno addosso brandelli di stoffa ricucita ma non si accostano minimamente neanche ai forti operai del realismo socialista russo.

Georg Baselitz, "Untitled", 1965 (Foto Jochen Littkemann)

Georg Baselitz, “Untitled”, 1965 (Foto Jochen Littkemann)

 

Sono figure isolate, ferite, mutilate ma i cui corpi palesano una virilità offensiva, recriminatoria. Dello stesso colore e odore del fango in esso ed insieme ai resti della tragedia si ritrovano invischiati e intrappolati. Sono figure traumatizzate in cerca di un riscatto che apparentemente non sembra a loro offrirsi. Nel tratto marcato che li percorre, nelle deformazioni e nelle ferite c’è poi la fascinazione per l’anamorfosi,  per  i disegni di Antonin Artaud e dei malati di mente.

L’esposizione si organizza in sette sale espositive. Le grandi opere ad olio su tela sono prettamente verticali e di formato quasi uniforme. In un n’ideale continuità tra il passato e il presente, la mostra si conclude con una selezione dei dipinti del ciclo Remix del 2007 e 2008 riferibili alla serie degli Eroi e dei Nuovi tipi. Qui appaiono citazioni riferibili al contemporaneo come il dripping di Pollock e all’arte astratta di Mondrian oltre a riferimenti diretti a Hitler.

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Autore

Viviana Quattrini

Laureata in storia dell'arte contemporanea all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", collabora principalmente come critica d'arte con la galleria romana RvB Arts. Ha curato mostre istituzionali e in gallerie private. Scrive come redattrice per la rivista Nucleo Artzine.

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