Short Theatre 2105 | Balletto Civile, Peso Piuma

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peso-piuma 
Peso piuma, irriverente azione invocazione anarchica
Ideazione, messa in scena e interpretazione Michela Lucenti
musiche eseguite dal vivo Luca Andriolo, Dead cat in a Bag
testi Silvia Corsi
luci Stefano Mazzanti
fonica Maurizio Camilli
produzioneBalletto Civile
con il sostegno di Fondazione Teatro Due, Centro Dialma Ruggero/la Spezia e MIBACT
 
Short Theatre 2015
Mercoledì 9 settembre, la Pelanda, Roma

 

Continua con Michela Lucenti/Balletto Civile e il suo Peso Piuma la decima edizione di Short Theatre 2015.

L’atmosfera, all’entrata del Foyer 1 presso la Pelanda, meraviglioso spazio capitolino, è angusta e malinconica, una fisarmonica accompagna i passi del pubblico entrante. Lo strumento sostiene l’immagine di partenza del lavoro: luci soffuse illuminano innumerevoli paia di scarpe che circondano il buio centrale del palcoscenico. In questa malinconia bohemien due figure vengono mostrate, una donna ed un uomo, in un dialogo che alterna l’italiano all’inglese. Un musicista dalle scarpe a punta prende la sua posizione sul fondale ed una performer, che nel frattempo si è vestita, comincia ad agire nello spazio.

Quello a cui assiste il pubblico sono lunghi dialoghi associati a pezzi musicali e a visionari monologhi in cui la Lucenti alterna elucubrazioni spirituali verso un cielo che ascolta a parole per la madre, ad echi di eroine medievali come Giovanna D’Arco.

Il movimento, prodotto con grande maestria, personalismo e tecnicismo, viene inserito in un continuo alternarsi di scene arrabbiate, di azioni visionarie, urlate al cielo sempre in un dialogo con la musica prodotta da Luca Andriolo che alterna chitarra e armonica. La figura del musicista è interlocutore e grillo parlante allo stesso tempo, il tutto condito con quel costante sapore macabro che ha ben delineato l’inizio del lavoro.

Le azioni si sviluppano tra delicatezza e protesta, intimità e rabbia, si muovono continuamente tra le due postazioni microfono di cui si serve l’interprete per parlare verso un’oltre, lontano, a volte amaro a volte desiderato, altre volte ancora messo in discussione. Momenti liberatori e caotici si alternano con la danza e le note provenienti dal retroguardia; il tutto sostenuto da un preciso disegno luci che illumina tutto in modo soffuso, tranne il volto della danzatrice a volte presente e altre proiettato verso il cielo lontano dello spazio in cui avviene l’azione.

Rabbia, visione e desiderio, queste le parole chiave di Peso Piuma.

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