Produzione Stone Angels, YRF Entertainment
Distribuzione Lucky Red
nelle sale cinematografiche dal 15 Maggio
Oliver Dahan dirige due star d’eccellenza come Nicole Kidman/Grace Kelly e Tim Roth/Principe Ranieri III in un film che scava nell’animo umano dell’attrice cogliendone sia il divismo hollywoodiano che quello regale.
Nonostante siano passati ormai alcuni anni dal matrimonio tra Grace Kelly e il principe di Monaco Ranieri III, è sempre vivo nell’attrice il sogno di tornare a recitare. A causa di problemi politici tra Ranieri e la Francia di Charles de Gaulle però, Gracie è Costretta a rifiutare anche il ruolo offertole da Alfred Hitchcock, per non creare uno scandalo durante una situazione così delicata.Dopo aver rinunciato definitivamente alla carriera d’attrice Grace prende la decisione più importante della sua vita: adempiere al ruolo per il quale è stata nominata Principessa di Monaco e stare a fianco del marito ora che il loro futuro è a rischio.
Spesso Grace è l’ago della bilancia nei rapporti di tensione tra Francia e Monaco, ma la sua determinatezza la rende una donna leader degna di sedere sul trono reale.Il film si regge su due linee narrative: da una parte Grace e la sua crisi interiore riguardo l’abbandono del grande schermo, dall’altra il principe Ranieri e la sua impotenza nel trovare una soluzione per il suo principato davanti alla Francia. La Grace Kelly Hollywoodiana non riesce ad accettare una vita “da castello”, e vede un suo ritorno al cinema come un’opportunità per mettere di nuovo in mostra quel talento per la quale è diventata famosa. Poi il cambiamento: Gracie impara a diventare un’elegante principessa, dimostrando che l’amore provato per il cinema è stato ormai sopraffatto dal sentimento che prova per l’uomo sposato.
O. Dahan estrae da Nicole Kidman un’interpretazione di estrema naturalezza, i primissimi piani sull’attrice sono toccanti e mai superficiali. Il bellissimo piano sequenza che apre il film, in cui si vede Gracie che ha appena finito di girare una scena, sembra il preludio alla nostalgia che ella proverà negli anni a seguire; prova del fatto che il grande amore che manifesta verso il cinema (come verso qualunque altra arte), difficilmente può essere stravolto da qualcosa di più grande, e quando succede si è costretti a prendere la decisione più importante di un’intera vita. Anche sul set Grace Kelly indossava una corona, ma non era quella regale.